U15 GB vs Codroipo
19 aprile 2026
🏀 U15 – Gemona chiude l’anno con dignità: un trio, tre bombe e l’ultima pagina del 2026
È stato il primo anno in cui il gruppo dei 2011 pedemontani ha affrontato ogni sfida contando solo sulle proprie forze. Un anno di passi incerti e poi più sicuri, di responsabilità nuove, di silenzi nello spogliatoio e di voci che crescevano insieme.
E in questa ultima sera, quando certi legami sembrano sfiorarsi un’ultima volta prima di prendere strade diverse, l’U15 di Gemona scende in campo con un coraggio che non si allena: si vive.
🔄 Andamento della gara
Gemona 42 – Codroipo 77
La partita racconta un divario, sì, ma non racconta tutto.
Non dice della fatica negli occhi, della voglia di provarci ancora, del modo in cui questi ragazzi hanno continuato a correre anche quando le gambe chiedevano tregua.
Non dice della dignità con cui hanno affrontato ogni possesso, né della maturità con cui hanno accettato un risultato duro, trasformandolo in un punto di partenza e non in una resa.
🔥 Prestazioni individuali
Padoan 9 pt, 3 falli (di cui 1 tecnico)
Goi 4 pt, 2 falli
Gubiani 12 pt, 1 fallo
Pischiutti (cap.) 19 pt, 1 fallo
Capriz, Gerussi, Barile, Pascoli, Pascolo, Candusso, Campailla
⭐ Note di merito
Pischiutti gioca con la gravità di chi sa che ogni possesso pesa più del precedente.
Padoan, pur con pochi punti e qualche discussione accesa con la squadra arbitrale, offre una difesa che parla di cuore: anticipi, sacrificio, presenza. Non perfetto, ma vero. E a volte la verità vale più della precisione.
🏅 MVP – Pischiutti, Capitano fino all’ultimo
Ci sono partite in cui non serve guardare il tabellino per capire chi ha tenuto in piedi la squadra.
E poi ci sono partite come questa, in cui il tabellino parla da solo: 19 punti, tre bombe che hanno illuminato la serata come fari nella nebbia, e una leadership che non si insegna, si incarna.
Pischiutti è stato il Capitano sempre, non solo oggi: nei sorrisi, nelle correzioni, nelle parole dette piano e in quelle dette forte.
Ha attraversato questo anno con una maturità che sorprende e commuove, e in modo formale ma profondamente sentito, non posso che ringraziarlo per questi otto anni di carriera, vissuti con una dedizione che lascia il segno.
📝 Nota finale
L’ultima partita dell’anno porta con sé storie che non si possono ignorare.
Pascolo, frenato da una caviglia infiammata, non partecipa né al riscaldamento né alla partita, ma resta lì, accanto ai suoi compagni, come si resta accanto a una famiglia quando non si può fare altro che esserci.
Non corre, non salta, non entra… ma sostiene.
Con gli occhi lucidi, con le mani che tremano a ogni tiro, con il cuore che batte al ritmo della squadra.
E in quel silenzio, in quella presenza ferma e fragile, c’è tutto ciò che significa appartenere a un gruppo: esserci anche quando non puoi dare nulla, e proprio per questo dare tutto.
Gerussi, per la prima volta in campionato, deve fermarsi per un infortunio al ginocchio.
Un colpo improvviso, uno di quelli che tolgono il fiato e fanno paura.
Ma chi lo conosce sa che non è un ragazzo che si arrende: la sua serietà, la sua costanza, la sua forza silenziosa sono più forti di qualsiasi stop.
Tornerà. E tornerà con la fame di chi ha visto cosa significa perdere qualcosa che ama.
🙏 Ringraziamenti di fine anno
Alla fine di tutto, restano le persone.
Gemona Basket, per aver dato una casa a questi ragazzi.
Alfonso D’Antoni e Leonardo Pensabene, per averli guidati non solo come giocatori, ma come giovani uomini.
Simona Puppis, per aver accompagnato i più piccoli nel mini basket, costruendo le basi, i sorrisi e le prime passioni che oggi diventano coraggio in campo.
I compagni: Lorenzo Padoan, Tommaso Campailla, Gubiani, Pischiutti, Capriz, Gerussi, Barile, Pascoli, Pascolo, Candusso, Goi.
E infine Lanza Federico, per quell’aiuto “medico” che non è solo tecnica, ma presenza, cura, attenzione. Soprattutto nei momenti più delicati.
🌑 E per concludere…
Un anno si chiude.
E quando un trio si divide, non è solo una pagina che si gira: è un rumore sordo dentro il petto, una mancanza che non sai ancora nominare.
Ci si guarda un’ultima volta senza dirlo davvero, ma sapendo che qualcosa è cambiato per sempre.
Le risate, le corse, le confidenze, le piccole follie… tutto resta lì, sospeso, come polvere che brilla nell’aria quando la luce si spegne.
Eppure, in mezzo a questa malinconia che stringe forte, qualcosa rimane.
Rimane la strada percorsa,
rimane il sudore condiviso,
rimane il cuore lasciato in campo.
E rimane una verità semplice, dura, ma profondamente umana:
a volte abbandonare una società, una casa, una famiglia è doloroso, perché significa lasciare un pezzo di sé in ogni volto, in ogni gesto, in ogni ricordo.
Ma ci sono momenti in cui crescere vuol dire proprio questo: accettare il distacco, riconoscere quando un ciclo è finito e trovare il coraggio di andare oltre.
Non per dimenticare ciò che è stato, ma per onorarlo davvero.
Grazie di tutto.
Federico Pascolo
È stato il primo anno in cui il gruppo dei 2011 pedemontani ha affrontato ogni sfida contando solo sulle proprie forze. Un anno di passi incerti e poi più sicuri, di responsabilità nuove, di silenzi nello spogliatoio e di voci che crescevano insieme.
E in questa ultima sera, quando certi legami sembrano sfiorarsi un’ultima volta prima di prendere strade diverse, l’U15 di Gemona scende in campo con un coraggio che non si allena: si vive.
🔄 Andamento della gara
Gemona 42 – Codroipo 77
La partita racconta un divario, sì, ma non racconta tutto.
Non dice della fatica negli occhi, della voglia di provarci ancora, del modo in cui questi ragazzi hanno continuato a correre anche quando le gambe chiedevano tregua.
Non dice della dignità con cui hanno affrontato ogni possesso, né della maturità con cui hanno accettato un risultato duro, trasformandolo in un punto di partenza e non in una resa.
🔥 Prestazioni individuali
Padoan 9 pt, 3 falli (di cui 1 tecnico)
Goi 4 pt, 2 falli
Gubiani 12 pt, 1 fallo
Pischiutti (cap.) 19 pt, 1 fallo
Capriz, Gerussi, Barile, Pascoli, Pascolo, Candusso, Campailla
⭐ Note di merito
Pischiutti gioca con la gravità di chi sa che ogni possesso pesa più del precedente.
Padoan, pur con pochi punti e qualche discussione accesa con la squadra arbitrale, offre una difesa che parla di cuore: anticipi, sacrificio, presenza. Non perfetto, ma vero. E a volte la verità vale più della precisione.
🏅 MVP – Pischiutti, Capitano fino all’ultimo
Ci sono partite in cui non serve guardare il tabellino per capire chi ha tenuto in piedi la squadra.
E poi ci sono partite come questa, in cui il tabellino parla da solo: 19 punti, tre bombe che hanno illuminato la serata come fari nella nebbia, e una leadership che non si insegna, si incarna.
Pischiutti è stato il Capitano sempre, non solo oggi: nei sorrisi, nelle correzioni, nelle parole dette piano e in quelle dette forte.
Ha attraversato questo anno con una maturità che sorprende e commuove, e in modo formale ma profondamente sentito, non posso che ringraziarlo per questi otto anni di carriera, vissuti con una dedizione che lascia il segno.
📝 Nota finale
L’ultima partita dell’anno porta con sé storie che non si possono ignorare.
Pascolo, frenato da una caviglia infiammata, non partecipa né al riscaldamento né alla partita, ma resta lì, accanto ai suoi compagni, come si resta accanto a una famiglia quando non si può fare altro che esserci.
Non corre, non salta, non entra… ma sostiene.
Con gli occhi lucidi, con le mani che tremano a ogni tiro, con il cuore che batte al ritmo della squadra.
E in quel silenzio, in quella presenza ferma e fragile, c’è tutto ciò che significa appartenere a un gruppo: esserci anche quando non puoi dare nulla, e proprio per questo dare tutto.
Gerussi, per la prima volta in campionato, deve fermarsi per un infortunio al ginocchio.
Un colpo improvviso, uno di quelli che tolgono il fiato e fanno paura.
Ma chi lo conosce sa che non è un ragazzo che si arrende: la sua serietà, la sua costanza, la sua forza silenziosa sono più forti di qualsiasi stop.
Tornerà. E tornerà con la fame di chi ha visto cosa significa perdere qualcosa che ama.
🙏 Ringraziamenti di fine anno
Alla fine di tutto, restano le persone.
Gemona Basket, per aver dato una casa a questi ragazzi.
Alfonso D’Antoni e Leonardo Pensabene, per averli guidati non solo come giocatori, ma come giovani uomini.
Simona Puppis, per aver accompagnato i più piccoli nel mini basket, costruendo le basi, i sorrisi e le prime passioni che oggi diventano coraggio in campo.
I compagni: Lorenzo Padoan, Tommaso Campailla, Gubiani, Pischiutti, Capriz, Gerussi, Barile, Pascoli, Pascolo, Candusso, Goi.
E infine Lanza Federico, per quell’aiuto “medico” che non è solo tecnica, ma presenza, cura, attenzione. Soprattutto nei momenti più delicati.
🌑 E per concludere…
Un anno si chiude.
E quando un trio si divide, non è solo una pagina che si gira: è un rumore sordo dentro il petto, una mancanza che non sai ancora nominare.
Ci si guarda un’ultima volta senza dirlo davvero, ma sapendo che qualcosa è cambiato per sempre.
Le risate, le corse, le confidenze, le piccole follie… tutto resta lì, sospeso, come polvere che brilla nell’aria quando la luce si spegne.
Eppure, in mezzo a questa malinconia che stringe forte, qualcosa rimane.
Rimane la strada percorsa,
rimane il sudore condiviso,
rimane il cuore lasciato in campo.
E rimane una verità semplice, dura, ma profondamente umana:
a volte abbandonare una società, una casa, una famiglia è doloroso, perché significa lasciare un pezzo di sé in ogni volto, in ogni gesto, in ogni ricordo.
Ma ci sono momenti in cui crescere vuol dire proprio questo: accettare il distacco, riconoscere quando un ciclo è finito e trovare il coraggio di andare oltre.
Non per dimenticare ciò che è stato, ma per onorarlo davvero.
Grazie di tutto.
Federico Pascolo
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